Mono-Uomo




Mono-Man è un'interpretazione del cordofono.
Questo strumento arcaico e rudimentale, è ciò che il compositore Charles Quevillon voleva, per evidenziare il finale della sua opera - cordes a vide -, letteralmente -corda aperta-, una poetica interpretazione della semplice azione di spiumare la corda di uno strumento.
Vedere il lavoro di Charle (sotto) di persona, è un'esperienza trascendente:
-Lontano dalle scale di chitarra e da qualsiasi forma di -shredding-, la sua -azione strumentale e minimalista, è eloquente, proprio come vedere un film.
La costruzione di Mono-Man è la più genuina possibile, per quanto riguarda il periodo preistorico a cui si riferisce.
Fatto di colla di cuoio, pelle di capra e cedro rosso, il suo uso teatrale invita a usare la trasparenza nella sua realizzazione.
Una corda, sull'accordatore per basso Hipshot:
-Questo è tutto!

Corde à vide è un'opera per uno strumentista sospeso al centro di un rintocco di strumenti a pizzico.
Questo lavoro solista interpretato dal compositore sfrutta la tensione fisica e musicale che il dispositivo scenico crea. Questa scenografia, infatti, rende molto difficile l'esecuzione della pizzicatura data la distanza alla quale si trovano gli strumenti e la precarietà delle posizioni dello strumentista.

See Cluster here, an early experimental harp-guitar by Thierry.